Daniele Gangemi: «Militello avrà il festival di cinema indipendente più importante d’Italia»

sicilymag.it – E’ pieno di grandi propositi il regista catanese (che a fine intervista dà le prime anticipazioni sul suo nuovo film), direttore artistico del neonato Militello Indipendent Film Fest, che ha ricevuto più di 5 mila richieste di partecipazione: «Al miglior attore o attrice offriamo un mese di stage al Lee Strasberg Theatre & Film Institute a New York. Manco il festival di Venezia lo fa»

di Gianni Nicola Caracoglia

Tra le pregiate pietre barocche che hanno fatto di Militello in Val di Catania uno dei patrimoni dell’umanità per l’Unesco del Val di Noto, in questi giorni non è difficile scorgere capannelli di persone armate di macchina da ripresa, ciack, qualcuno improvvisa trucchi e costumi. Sono i 17 videomaker, o gruppi di artisti del video, che hanno aderito alla sfida del contest del neonato Militello Indipendent Film Fest di realizzare dei corti ad hoc per il festival che si svolge dal 31 agosto al 2 settembre. Bizzarre certamente le regole del bando e gli elementi scelti dai giurati – un uovo di gallina, una musicassetta, e la frase “le luci sono tutte spente” – ma Ragusa Boys, Mystery Guys, Mt-Ballet Club, Usciti pazzi, Anima Randagia, I Braccianti, Gioventù bruciata, Vulkan Production Troupe, Typewriter, Scire-Distefano, Giovani Vecchi, Is_Land, Occhi, Sicily Needs Love, Nadia P35, Caterina Silva e Nadia Pollina hanno raccolto il guanto di sfida senza esitazioni.

Riprese di un corto per il Militello Indipendent Film Fest

Riprese di un corto per il Militello Indipendent Film Fest

La Sicilia, quindi, terra eletta come location per tanti film di successo, ha un nuovo festival cinematografico che il Comune calatino ha affidato, per la direzione artistica, al regista catanese Daniele Gangemi, l’autore di “Una notte blu cobalto” che 10 anni fa fece molto parlare di sé. «Inizialmente c’era un’idea da parte del Comune di Militello di realizzare, come già fatto in passato, un contest di corti realizzati sul posto – spiega Gangemi -. Nel dialogo, ho proposto qualcosa di più importante che potesse proiettare anche lungometraggi, documentari, videoclip, e possibilmente provenienti da tutto il mondo. L’idea è piaciuta e in soli due mesi abbiamo messo in piedi tutto. Il valore aggiunto è stato il concetto di “indipendente” che strizza l’occhio a festival come il Sundance, creato da Robert Redford, o il Tribeca, creato da Robert De Niro, con l’obiettivo di favorire quelle produzioni indipendenti che faticano spesso ad arrivare in sala e trovare un pubblico. Siamo, quindi, lontani dalle logiche di festival come Venezia o anche Torino, che seppur nato per il cinema indipendente, ha un po’ perso questa vocazione. L’ambizione è quella di diventare il festival di cinema indipendente più importante d’Italia». La sincerità va premiata ma partiamo con ambizioni “da poco”…: «E’ la teoria dell’arco, sai che la freccia arriverà più in alto prima che la parabola vada verso il basso…». Beccare il centro del bersaglio, però, non è sempre facile…: «La cosa non mi spaventa. Come prima edizione abbiamo ricevuto più di 5 mila opere da tutto il mondo, tutti i continenti sono stati rappresentati. Capirai come ci si è ristretto il cuore a ridurre a solo 61 lavori, da più di 5 mila di partenza. I criteri di selezione sono stati rigorosissimi, i film con una fotografia non adeguata o un sonoro sporco sono stati scartati subito. Siamo stati spietati ma penso giusti».

Daniele Gangemi

Daniele Gangemi

La scommessa è lanciata e adesso si attende la risposta del pubblico, soprattutto di non militellesi, che si recheranno nel paese calatino. Al teatro Tempio per tre giorni consecutivi, dalle 9 del mattino alle 20, si susseguiranno le proiezioni e come annuncia Gangemi sono già tanti i videomaker e appassionati che hanno già prenotato ogni spazio libero, tra alberghi, b&b e guest house disponili per accorrere al festival. «Avremo anche tanti ospiti che verranno a presentare i loro lavori, compresi i videclip cui noi abbiamo dato pari dignità, verranno registi, cantanti, qualche produttore. Un valore aggiunto per il pubblico, vedere non solo l’opera ma anche incontrare chi l’ha realizzata». La sera, dalle 21, in piazza santa Maria della Stella, con la conduzione di Simona Pulvirenti, il festival assume anche l’aspetto dell’intrattenimento con ospiti, cantanti, attori, comici. Domenica sera, durante le premiazioni, sarà consegnato il premio alla carriera all’attore Tuccio Musumeci. Madrina del festival l’attrice palermitana Selene Caramazza.

piazza Santa Maria della Stellapiazza Santa Maria della Stella

Il sindaco Giovanni Burtone crede molto nelle potenzialità del festival, soprattutto per un rilancio dell’immagine di Militello. «Noi siamo terra umile – spiega Burtone, promotore dell’iniziativa – e sappiamo che solo con il sacrificio si ottengono risultati. C’è una bella coincidenza ed è quella che il nostro film festival si tiene proprio mentre si svolge l’importante kermesse del cinema di Venezia. L’Indipendent di Militello è privo di red carpet ma è pieno di tanta passione. Ed è da questa passione che vogliamo partire. In genere c’è il detto comunque vada sarà un successo. I numeri della partenza ci dicono che Militello una sfida l’ha già vinta: la bellezza del nostro barocco che diventa set permanente per giorni. Alla fine poi faremo un bilancio. Lo consideriamo quindi un punto di partenza anche per la promozione di Militello. Il cinema ha un’importanza fondamentale come fattore di promozione e produzione culturale. E i circuiti indipendenti sono quelli che più si adattano alla nostra identità».

Al centro il sindaco Giovanni Burtone durante la presentazione del festivalAl centro il sindaco Giovanni Burtone durante la presentazione del festival

«Sì il desiderio del sindaco Burtone è che Militello sia una vera location cinematografica – commenta Gangemi – e in parte lo è già diventata con il contest dei corti che coinvolge 17 videomaker che stanno realizzando opere inedite per il festival che saranno proiettate durante la serata di sabato. E’ divertente vedere in paese troupe di varia consistenza numerica che girano sottolineando ciascuno aspetti diversi di Militello che è la vera protagonista. Presidente della giuria del contest è l’attrice Fioretta Mari coadiuvata da Daniele Pilli e Claudia Vismara, autori di un bellissimo promo che invitava chiunque a partecipare a questo contest, e che alla fine realizzeranno un video di 20 minuti».

Il red carpet a Militello, quindi, non ci sarà – si potrebbe rimpiazzare con uno yellow carpet intonato al giallo della pietra calcarea del barocco -, ma la concomitanza con il festival del cinema di Venezia evidenza gli sforzi del Davide del Sud-est contro il gigante Golia del grande schermo. «Moralmente la sfida la vinceremo noi – afferma sicuro Gangemi -, perché ci siamo e perché offriamo quello che Venezia ha dimenticato dietro di sé. Noi ci poniamo anche come talent scout, abbiamo selezionato film dalla Romania e dall’Egitto, dalla Spagna con una qualità altissima. Siamo piccoli antagonisti di una realtà che è differente».

Il Teatro Tempio nel logo del festival che omaggia Nuovo cinema Paradiso di TornatoreIl Teatro Tempio nel logo del festival che omaggia Nuovo cinema Paradiso di Tornatore

Presidente della giuria è lo scordiense Paolo Buonvino, noto compositore di colonne sonore, il quale però non potrà essere presente a Militello per impegni di lavoro. Ciò nonostante resterà nel suo ruolo. «Sì, sta svolgendo un lavoro bellissimo – commenta Gangemi -. E’ una persona di una professionalità oserei dire antica, sta svolgendo un lavoro certosino di coordinamento, di valutazione dei lavori che di meglio non ci potevamo augurare. Siamo fieri di averlo scelto e contenti che abbia accettato». Fanno parte della giuria anche il produttore Paolo Saviolo, lo scrittore Ottavio Cappellani, la regista Cinzia Castania, il regista Daniele Ciprì, l’attrice e talent scout Manuela Metri, l’attrice Fioretta Mari, che avrà anche il ruolo di presidente del contest-cortometraggi, e gli attori Daniele Pilli e Claudia Vismara, giurati del contest. «Manuela Metri viene dal Lee Strasberg Theatre & Film Institute di Hollywood che offre una borsa di studio di quattro settimane per i loro corsi nella sede di New York che daremo al miglior attore o attrice della manifestazione. E questo Venezia non lo offre. Ospiteremo anche una masterclass sulla recitazione dell’attrice palermitana Selene Caramazza, madrina del festival, una sulla sceneggiatura di Ottavio Cappellani ed una di Manuela Metri sulla valorizzazione dei talenti».

Un altro dei corti girati per il Militello Indipendent Film Fest

Un altro dei corti girati per il Militello Indipendent Film Fest

Indubbiamente più di 5 mila richieste di partecipazione da tutto il mondo sono un ottimo risultato ma cosa può offrire agli operatori del settore un piccolo festival appena nato come il Militello Indipendent Film Fest? Gangemi: «Io ho fatto una riflessione semplice ma credo importante. Il circuito indipendente ha bisogno di schermi, di essere proiettato, di essere accompagnato per mano all’incontro col pubblico. Anche una proiezione in più può fare la differenza per un’opera. Qui parlo da regista. Quando nel 2009 il mio film “Una notte blu cobalto” non era ancora arrivato nelle sale, aveva alle spalle già un anno di festival, con l’anteprima mondiale, che resta un sogno ad occhi aperti, a Houston in Texas dove siamo stati premiato come migliore opera prima. Io, però, non avevo rifiutato nessun festival nazionale ed ognuno di essi era un passo in più verso la sala, probabilmente. Un consenso ad un festival è certamente un pedigree, una referenza in più da presentare ai distributori. La sala, oltre ad essere un luogo dell’anima, è la meta del viaggio ideale di ogni film». Questo obiettivo, però, si scontra con la crisi dei cinema d’essai che diventano sempre di meno, vittime delle multisala.«All’esercente, indubbiamente, interessano i numeri. Il pedigree, soprattutto acquisito in festival internazionali, di cui parlavo prima spesso per gli esercenti è garanzia di avere pubblico in sala. Il signor Gallina, proprietario dell’Arena Corsaro di Catania, mi diceva, contento perché aveva incassato, che il mio “Una notte blu cobalto” in quell’estate aveva incassato più di celebrati film della programmazione invernale. Noi come festival indipendente possiamo offrire una ruota in più per questo viaggio verso il pubblico. A volte conta di più la recensione del pubblico in sala, espressa sui social, che non quella del critico cinematografico».

Il programma delle serate

Il programma delle serate

Le proiezioni. Per allargare la visione, tasto destro, apri immagine in altra schedaLe proiezioni. Per allargare la visione, tasto destro, apri immagine in altra scheda

A proposito di “Una notte blu cobalto”, sono passati 10 anni da quel film: a quando il successore? «In effetti un film c’è – annuncia Gangemi – c’è un soggetto che è passato al vaglio dei produttori, con buona probabilità sarà una produzione internazionale. In Italiano si chiamerà “Prima di dimenticare tutto”. Ambientato in un futuro prossimo è la storia di un androide progettato a tempo, è l’umanità che può scaturire da un prototipo progettato dall’uomo, quanto può essere più “umano” un manufatto dell’uomo stesso». Le paranoie della “follìa” di Hal 9000, il supercomputer protagonista di “2001, odissea nello Spazio” sono quindi superate? «Sì, siamo in una fase successiva, successiva alla caccia agli adroidi di “Blade Runner”. Sono, però, androidi progettati a tempo, quindi si sa che entro un anno l’androide si spegnerà. Ma questo primo prototipo ha delle reazioni che finiscono per “sfuggire” anche agli stessi creatori».

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